Cape Town e dintorni|parte 4

Table Mountain

Sto cominciando a spuntare parecchie cose dalla mia lista degli imperdibili a Cape Town. Però una su tutte non me la voglio assolutamente perdere: devo salire sulla famosissima Table Mountain! 

I giorni a disposizione, purtroppo, stanno cominciando a non essere più così tanti, e il tempo non ci è sempre stato favorevole: ogni volta che riuscivamo a riunire un bel gruppetto e a scegliere una giornata, il vento era troppo forte o la montagna veniva coperta dal Tablecloth. In casi come questi, l’accesso viene interdetto a chiunque per ragioni di sicurezza: è molto pericoloso avventurarsi sulla Table Mountain in mancanza di adeguata visibilità. Fortunatamente il meteo non può essere sempre avverso, e quindi abbiamo approfittato di una splendida giornata di sole per partire alla scoperta di uno dei luoghi più caratteristici di tutto il Sudafrica. 

Ci sono due modi per arrivare in cima alla Table: prendendo la funivia (cable car), oppure a piedi. La seconda opzione è più adatta a chi parte presto, idealmente la mattina, si trova in condizioni fisiche ottime e ama il trekking. Esistono due sentieri principali per salire: uno “facile” e uno più difficile, segnalato da appositi cartelli che mettono in guardia il visitatore e lo avvertono che la scalata avverrà a suo rischio e pericolo. Ovviamente è sconsigliato avventurarsi a piedi verso la cima della montagna a chi non ne conosce i sentieri, perché diverse persone hanno perso l’orientamento anche a causa dei rapidi mutamenti climatici e di temperatura mano a mano che si sale in quota. Lungi dal voler fare la stessa fine, saggiamente scegliamo di salire in funivia, anche se qualche temerario (che era già salito a piedi in precedenza) avrebbe voluto optare per il trekking. 

Lo splendido panorama visibile dalla cima della Table Mountain.
Foto: Deborah Stefanutti

Decidiamo di partire nel primo pomeriggio: zaino in spalla con i consueti acqua fresca e viveri, chiamiamo il nostro solito Uber che ci accompagna fino alle pendici del monte. Qui scendiamo e ci mettiamo in fila per comprare i biglietti della funivia (che abbiamo potuto avere a prezzo scontato, grazie alla nostra student card!). L’emozione è palpabile, personalmente non vedo l’ora di salire! Una ragazza del gruppo è un po’ nervosa perché l’altezza le crea ansia, ma la tranquillizziamo facendole pensare a come sarà meraviglioso il panorama dalla cima. Dopo una breve attesa e quattro chiacchiere arriva la cabina della funivia, che si ferma davanti a noi. Saliamo ed io mi fiondo, ovviamente, appiccicata al vetro. Uno scossone e si parte! La cabina viaggia abbastanza velocemente, e sotto di noi il paesaggio scorre. È una sensazione fantastica, anche perché la cabina, che ruota a 360°, permette a tutti i passeggeri di godersi lo spettacolo e di fare foto. Ad un certo punto passiamo vicini alle rocce, sembra di schiantarsi! Una delle mie amiche urla, io scoppio a ridere. In men che non si dica (purtroppo!) ci fermiamo: abbiamo raggiunto la cima. Scendiamo e ci precipitiamo fuori: siamo sulla Table Mountain!

Il paesaggio che si apre davanti ai nostri occhi è magnifico. Aria pura, verde ovunque, cielo azzurro e senza nemmeno una nuvola. I turisti sono molti, ma lo spazio è vasto e si riesce a girare per il pianoro in tranquillità. Uno dei nostri amici, veterano della Table, si improvvisa guida e ci fa strada tra sentieri e rocce. È bellissimo poter andare ovunque, gironzolare liberamente e respirare un’aria così pulita. Si sta proprio bene! Ci avviciniamo a un belvedere, e rimaniamo a bocca aperta. Da quassù si gode di una vista spettacolare su tutta la città e i suoi dintorni: Cape Town, Robben Island, Lion’s Head Mountain, Signal Hill, Clifton Beach, i Dodici Apostoli, lo sguardo arriva fino a Camps Bay! Fenomenale. A posteriori, riguardando le foto fatte sulla montagna, mi accorgerò che da lassù si riesce a scorgere anche la curvatura terrestre. Siamo sul tetto del Sud Africa, di fronte a noi solo l’Antartide! Scruto l’orizzonte fantasticando e assaporando quelle bellissime sensazioni, seduta su uno dei muretti del belvedere.

Tramonto sudafricano.
Foto: Deborah Stefanutti

Dopo qualche foto, ci incamminiamo di nuovo per fare un giro dall’altra parte del pianoro. Sulla montagna predomina il fynbos, vegetazione di arbusti molto simile alla macchia mediterranea ma ad altissima concentrazione di specie endemiche: un mare verde e profumato. Osserviamo Cape Town dall’alto e da ogni angolazione, cercando di riuscire a individuare la nostra casa, ma è tutto talmente piccolo che è un’impresa. Dopo una valanga di foto, risate e chiacchiere, ci accorgiamo che la luce sta cambiando: si avvicina il tramonto. Ci avviamo quindi verso il belvedere più vicino alla funivia, per osservare il sole che scivola oltre l’orizzonte, tuffandosi nell’Oceano Atlantico: è uno spettacolo davvero emozionante, che colora il cielo di mille sfumature, dal rosso e giallo al blu, viola e lilla. Il tramonto è davvero rapido, più di quanto pensassi, e in breve il sole sparisce. 

All’improvviso suona una sirena (leggermente inquietante): è l’avviso che i turisti devono affrettarsi se non vogliono perdere l’ultima cabina e farsi una nottata sotto le stelle in cima alla montagna. Diligenti, ci mettiamo in fila e, mentre aspettiamo, ci facciamo tentare dal negozietto di souvenir, che propone ricordi sudafricani a prezzi davvero stracciati! Impossibile non cedere 🙂

Arrivata la cabina, saliamo e, con il solito scossone, partiamo. Il viaggio a ritroso è altrettanto emozionante: le luci di Cape Town, l’oceano scuro e il cielo con le ultime sfumature di viola ci regalano un’atmosfera magica. Mi godo ogni singolo istante e mi riempio gli occhi con quel paesaggio meraviglioso, rendendomi conto che sto amando Cape Town ogni giorno di più, più di quanto mi sarei aspettata. 

Scorcio notturno della Mother City.
Foto: Deborah Stefanutti

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