Cape Town e dintorni | parte 1

Estate australe

Quando ho prenotato il volo Ethiopian Airlines per Città del Capo mi sono sentita completamente pazza. Io, che mi imbarco in un viaggio completamente da sola, per la prima volta, per un intero mese, all’ultima estremità del continente africano? Sì, ero decisamente fuori di testa. Pochi click mi separavano dall’avventura più fantastica della mia vita. Al grido di “se non ora, quando?”, chiudo gli occhi e porto il cursore del mouse sul pulsante del pagamento. Click! È fatta. Ora non ci sono più scuse, ci devo andare per forza. Dopo un iniziale spaesamento, la paura lascia il posto all’emozione: non vedevo già l’ora di salire su quell’aereo! Ho cominciato un conto alla rovescia che, se da una parte sembrava interminabile, dall’altra è passato alla velocità della luce.

Guardando e riguardando i biglietti, in men che non si dica è arrivato il giorno della partenza. Dopo 4 ore di viaggio, arrivo a Malpensa stanca ma elettrizzata, preparandomi psicologicamente per un volo notturno che non sarebbe stato esattamente un toccasana per le occhiaie. Check-in fatto. Mi dirigo veloce ai controlli e passo all’area imbarchi. Quando il gate si apre, non sto più nella pelle. Mi accodo ai tanti viaggiatori che, come me, raggiungeranno l’Etiopia: chi di ritorno a casa, chi in visita per turismo, chi di passaggio prima di dirigersi verso altri stati africani, come le due ragazze altoatesine in coda davanti a me che avrebbero poi raggiunto la Namibia. Anch’io, come loro, sarò solo di passaggio. 

Prima parte del viaggio: Milano – Addis Abeba.
Foto: Deborah Stefanutti

Quando l’impiegata, sorridente, mi restituisce la carta d’imbarco e mi augura buon viaggio, percorro il corridoio di collegamento e raggiungo un enorme aereo gestito da bellissime hostess con divise che richiamano gli abiti tradizionali etiopi. Devo dire che comincio già a pregustare un po’ di atmosfera africana. Mi accomodo al mio posto (vicino al finestrino, yay!) e mi metto a trafficare con il touch screen di fronte a me, immaginandomi in volo verso terre sconosciute. Il viaggio procede tranquillo tra un film, una cena a base di riso speziato, carne e verdure, e qualche leggera turbolenza. 

Dopo un volo di 5 ore e mezza vedo le luci della città: stiamo scendendo su Addis Abeba. Mi tratterrò all’aeroporto etiope per circa 2 ore, mentre aspetto la coincidenza che mi porterà a Cape Town. Scendo dall’aereo e mi dirigo all’area imbarchi, non senza dovermi prima accodare per ulteriori controlli. Il tempo passa presto ed è già ora: mi dirigo al gate e salgo sull’aereo. Ancor più emozionata, sono pronta per sorvolare l’altra metà del continente e scendere nell’emisfero australe.

Circa 6 ore più tardi, sono finalmente atterrata in Sud Africa. Non riesco ancora a crederci, è tutto vero! Mentre cammino verso l’area bagagli, un’impiegata mi ferma e mi domanda per quanto tempo ho soggiornato in Etiopia e se fossi vaccinata contro la febbre gialla. Per fortuna, per gli scali inferiori alle 12 ore, il vaccino non è necessario e passo quindi il controllo senza problemi. Dopo aver recuperato il bagaglio, mi dirigo al controllo passaporti, che oltrepasso senza difficoltà: per gli italiani, infatti, non è necessario nessun ulteriore documento o visto per soggiornare in Sud Africa fino a 90 giorni. Perfetto, tutto è andato secondo i piani. 

Seconda parte del viaggio: Addis Abeba – Cape Town. Sono arrivata!
Foto: Deborah Stefanutti

All’area arrivi mi attende un signore sorridente e dall’area simpatica: è Ivan, l’autista che accompagnerà all’Ashanti Lodge di Green Point me e un mio futuro coinquilino che sarebbe atterrato di lì a poco dal Brasile. Mentre lo aspettiamo, io e Ivan scambiamo quattro chiacchiere e comincio un po’ a familiarizzare con l’accento locale, che trovo molto grazioso. Una volta nel parcheggio, carichiamo i bagagli e ci mettiamo in marcia: la nostra nuova casa ci aspetta! Cape Town ci accoglie in piena estate, con un sole splendente e cielo terso: un magnifico febbraio australe. La città ci sfila davanti e, mentre percorriamo il Nelson Mandela Boulevard, mi rendo finalmente conto che sono davvero in Sud Africa.

Dall’aeroporto di Cape Town esistono voli che raggiungono l’Antartide!
Foto: Deborah Stefanutti

Oltre ad esplorare una nuova e bellissima città, lo scopo del mio viaggio era quello di perfezionare l’inglese, finendo in bellezza il corso sostenendo l’esame IELTS. La scuola di lingua, IH Cape Town, mi ha messo a disposizione un alloggio presso l’Ashanti Lodge, una residenza per studenti situata a Green Point. Da quel giorno in poi, sarebbe stata la mia casa, rifugio e base per esplorare la città e i suoi dintorni. 

All’Ashanti le amicizie nascono in un batter d’occhio! Complice una residenza piena di studenti brasiliani e la mia felicità nel sapere che avrei potuto praticare due lingue al prezzo di una, ho potuto godere delle bellezze di Cape Town sin dal primo giorno, nonostante l’infinita stanchezza. 

Il Sud Africa si presenta subito a me con uno splendido biglietto da visita: Clifton Beach. Raggiungibile molto comodamente dalla città con un breve tragitto in Uber, Clifton Beach è suddivisa in First, Second, Third and Fourth Beach, un susseguirsi di 4 spiagge di sabbia bianca e finissima, intervallate da enormi massi e bagnate dalla propaggine più meridionale di Oceano Atlantico: uno spettacolo che non si incontra tutti i giorni. La zona è sicuramente molto gettonata dai più benestanti, infatti magnifiche ville dotate di ogni comfort costellano i dintorni e non è raro veder uscire dai garage qualche Ferrari o Lamborghini.

Vista panoramica di Clifton Beach.
Foto: Deborah Stefanutti

In spiaggia, un sole splendente illumina l’oceano di mille scintille, mentre sulla sabbia candida la luce si riflette al punto che i miei occhi europei non ne sarebbero usciti indenni senza un buon paio di occhiali scuri. In netto contrasto con il calore dell’estate sudafricana, l’acqua dell’oceano mi gela i piedi al primo tentativo di tuffo: un’idea che è stato abbastanza saggio abbandonare, per dedicarmi ad assorbire un po’ di calore dell’estate australe. Dopo una bella passeggiata esplorativa da Fourth a First e ritorno, io e i miei coinquilini facciamo ritorno in residenza per la sera. 

A Cape Town non c’è tempo per riposarsi! Prossima tappa: V&A Waterfront. Sito storico e luogo di ritrovo, il Victoria & Alfred Waterfront è, come dice il nome stesso, l’area portuale che si affaccia direttamente sull’Oceano. Il V&A offre una moltitudine di bar, ristoranti, negozi di artigianato e un grande centro commerciale. Poco distante è situato anche il Two Oceans Aquarium, l’acquario più grande dell’Africa che conta più di 3000 creature marine. Ogni giorno, la piccola piazza del Waterfront è gremita di passanti che osservano le performances artistiche di ballerini e musicisti africani, coloratissimi e di una bravura eccezionale. La ruota panoramica si staglia contro il bellissimo paesaggio con la Table Mountain sullo sfondo che, nei giorni nuvolosi, viene coperta dal famoso “Tablecloth”. Saggiamente, ero stata avvertita dai miei compagni che la sera, al Waterfront, tira un’aria piuttosto fredda: non sono mai stata più felice di avere con me la mia fidata giacchetta di pelle! Trascorriamo la serata al Ferryman’s, pub all’aperto in stile anglosassone con musica dal vivo e ottima birra. 

Victoria & Alfred Waterfront. La Table Mountain è coperta dal Tablecloth.
Foto: Deborah Stefanutti

Facciamo ritorno all’Ashanti dopo un breve tragitto in Uber e, una volta nella mia stanza, mi addormento stanchissima ma entusiasta: Cape Town mi ha già fatta innamorare e non vedo l’ora di sapere cosa ci sarà in serbo per me nei prossimi giorni! 


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