Covid Free: soluzioni creative “dal basso” per prevenire il contagio nel continente africano

Covid-Free

A dispetto di una narrazione mainstream che vorrebbe l’Africa già consegnata ad un destino di caos e morte ineluttabile, le comunità locali si stanno ingegnando per trovare soluzioni creative e a basso costo in grado di contenere la diffusione del coronavirus.

Oggi, grazie alla neonata piattaforma digitale COVID FREEwww.covidfree-toolkit.org, le migliori soluzioni anti-Covid-19 sviluppate nel continente africano possono essere raccolte, mappate e rese fruibili a chi ne ha bisogno. Finora sono più di 30 e crescono di 5-6 unità al giorno. Il sito è disponibile in inglese e francese.

Un’idea italo-burkinabé

Non ci crederete, ma COVID-FREE è nato a Parma. Giusto qualche settimana fa. Dall’intuizione di Federico Monica, giovane architetto e urbanista fondatore di Taxibrousse.

Taxi Brousse
TaxiBrousse è uno studio che sviluppa progetti e consulenze di ingegneria, architettura, urban planning e ambiente per la cooperazione internazionale

L’altra parte del merito è di Cleophas Adrien Dioma. Rappresentante della diaspora burkinabè in Italia e fondatore dell’associazione culturale Le Reseau, ma anche organizzatore di Italia Africa Business Week, ideatore del Summit Nazionale delle Diaspore e presidente della commissione migranti e cooperazione del Ministero degli Esteri. Insomma, una personalità di spicco molto attiva sul territorio italiano ed internazionale che ha consentito al progetto di svilupparsi rapidamente grazie ad una rete di contatti diretti con le comunità locali in Africa.

“Grazie all’esperienza nella cooperazione internazionale, ho imparato che non sono le grandi idee a fare la differenza ma le piccole idee che nascono dalla gente a livello locale, se quelle sono raccolte e diffuse possono avere un grande impatto” ci dice Federico.

Resilienza dal basso

Gli accorgimenti condivisi su COVID FREE mostrano “una resilienza che nasce dal basso, fatta di piccoli gesti: come un bidone fai da te per favorire il lavaggio delle mani o buone pratiche per evitare il contagio su un bus collettivo (…) Soluzioni tanto semplici quanto geniali ed efficaci che meritano di essere diffuse il più possibile per fare in modo che vengano replicate altrove”

Parliamoci chiaro.

La soluzione migliore per contrastare la diffusione del virus è il distanziamento sociale e, ancor meglio, la quarantena forzata, ma dobbiamo essere realisti: queste soluzioni in molti contesti, non solo in Africa, non sono sostenibili. Pensiamo alle zone più povere, alle persone che vivono di economia informale, senza risparmi, senza forme di sostegno sociale.

In questi casi, quindi..“proposte semplici, che facilitino anche il solo lavaggio delle mani, non sono più una banalità, ma possono fare la differenza” ci confessa Federico.

Ecco 3 fra le soluzioni più interessanti

Lavaggio a mano con risparmio idrico (Mauritania 🇲🇷)

Le comunità locali in Mauritania hanno creato lavelli pubblici riutilizzando botti e serbatoi. In particolare, le botti vengono impiegate per non sprecare l’acqua. Naturalmente l’acqua recuperata prima di essere riutilizzata viene trattata con cloro e bollita.

Rubinetto TIPPY TAP (Sudafrica 🇿🇦)

Tippy Tap

Tippy Tap è una soluzione a basso costo per lavarsi le mani con il sapone senza toccare il rubinetto con le mani. Il sistema è stato schematizzato con questo disegno dall’associazione sudafricana Hero in my Hood ed è già diffuso in moltissimi paesi africani, realizzato direttamente dalle comunità locali.

COVID-19 TRACKER by Map Kibera (Kenya 🇰🇪)

Kenya Covid-19 Tracker

Map Kibera è un progetto sviluppato da un’organizzazione di residenti dell’omonimo slum di Nairobi e supportato da alcune NGO locali e internazionali. Da qualche tempo, si occupa di mappare i percorsi interni allo slum e soprattutto i servizi e le dotazioni pubbliche.

In queste settimane, grazie all’utilizzo del software keniano open source “Ushahidi, Map Kibera sta anche monitorando i casi di COVID-19 a Kibera e in altre zone del Paese. Attraverso un sistema di geolocalizzazione condiviso tramite app sullo smartphone. In programma ci sarebbe anche la mappatura di dotazioni per lavarsi le mani, ambulatori ecc

“Nessuno si salva da solo”

Concludiamo l’articolo con l’appello di Federico Monica:

“Il progetto cresce grazie al coinvolgimento di una community sempre più ampia. Per questo tutti coloro che incontrano buone pratiche o esempi interessanti “Made in Africa” sono invitati a partecipare attivamente pubblicando sul GRUPPO FACEBOOK fotografie, link, idee e attività quotidiane di contrasto alle epidemie” 


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