“Crossing the color line”: il docufilm che dà voce alle seconde generazioni oltre strumentalizzazioni e stereotipi

copertina film 'Crossing the color line'

In occasione dell’uscita del docufilm Crossing the color line e della sua imminente proiezione in Italia, abbiamo deciso di fare due chiacchiere con la giovanissima regista Sabrina Onana.

Ecco quello che ci ha raccontato in anteprima. Buona lettura! 🙂


Ciao Sabrina, parlaci un po’ di te.. 

Mi chiamo Sabrina, ho 21 anni, sono di origine italo-camerunese e sono attualmente studentessa al Master di primo livello in Sociologia Contemporanea all’ENS e alla Sorbona di Parigi. Vivo a Parigi da circa sei anni ma Napoli é la città che mi ha cresciuta. Per il resto, non sono molto brava a descrivermi, sarebbe più semplice e sicuramente più efficace conoscermi di persona!

Passioni e interessi particolari?

Sono appassionata di fotografia (amo in particolare la fotografia documentaria), di Sociologia e di tutto quel che é legato alle identità afro-discendenti attraverso il mondo.

A breve uscirà il tuo primo docufilm che affronta un tema molto serio e spesso al centro del dibattito politico odierno. Ci puoi anticipare qualcosa?

Certo. Il docufilm tratta semplicemente di tematiche che l’Italia contemporanea non può più ignorare o accantonare. “Crossing the color line” nasce dal bisogno di correggere la visione distorta che l’Italia contemporanea ha dei propri figli afro-discendenti ed ha la speranza di instaurare uno spazio di dialogo più sano e soprattutto più costruttivo riguardo le questioni identitarie (troppo spesso ideologizzate e strumentalizzate a mio avviso). Il docufilm é basato sull’ascolto del vissuto di una decina di giovani, detti di “seconda generazione”, che si raccontano e che meritano a mio parere di essere ascoltati più che difesi, categorizzati o infantilizzati, poiché sono perfettamente coscienti e capaci di dire la loro nel contesto attuale e di parlare per cio’ che li riguarda : la propria identità, i propri sogni, le proprie esperienze, le proprie speranze, che questi giovani nutrono e costruiscono nell’Italia di oggi. Il progetto ha dunque come obiettivo (o almeno uno fra i tanti) di facilitare la comprensione della posta in gioco riguardo tematiche “super” mediatizzate (ius soli, immigrazione, “integrazione” etc.), ma che non sono mai affrontate in profondità, né con il discernimento ed il senso critico necessari a comprenderne la complessità. 

Sei d’accordo con la nostra idea di divulgare le “altre afriche” e di far conoscere storie ed esempi positivi?  

Come potrei non essere d’accordo? Oggi più che mai é ora di cambiare la narrazione, di offrire altre prospettive, più giuste, più sane, più sensate, più informate e quindi anche più valorizzanti.

Il tuo sogno o i tuoi sogni più grandi?

Vorrei diventare fotogiornalista e regista specializzata nella produzione di documentari. Non credo nei “sogni” , che la società chiama così intrappolando le persone in routine senz’anima e senza vita quando in realtà spesso abbiamo semplicemente una visione, una vocazione legata al ruolo che dobbiamo giocare in società nell’arco della nostra vita. Credo quindi piuttosto nel perseguire gli obiettivi che abbiamo e non nel vivere al di sotto delle nostre potenzialità. La fede è il centro della mia vita, perciò so che tutto è possibile basta perseverare e non demordere. A volte non si viene ricompensati subito, ma non è mai un motivo valido per abbandonare. Credo quindi nell’impegno , perché so che c’è sempre un premio alla fine ed il premio non sono gli applausi o gli elogi, ma la convinzione di aver perseverato per un giusta causa.

Che consiglio daresti ai nostri lettori?

Uscite dalla vostra confort zone. Informatevi, cercate, non accontentatevi di quel che pensate di sapere, andate oltre. Andiamo oltre. 


SINOSSI:

In un contesto socio-politico caratterizzato dall’avanzare della destra populista e dalla generalizzazione del malcontento popolare, appare in Italia un terreno fertile all’esacerbarsi di comportamenti razzisti e xenofobi e propenso alla legittimazione di stereotipi e pregiudizi etnici.

L’allarmismo della retorica politico-mediatica riguardo la questione migratoria e le scelte di un governo anti-immigrazionista in materia di policies hanno contribuito alla fabbricazione dell’immagine di uno “straniero” diventato metus hostilis, fomentando ed intrattenendo l’odio sociale verso l’immigrato.

In questo stesso contesto i figli di immigrati lottano per l’uguaglianza, i pari diritti ed il rispetto della vita umana, senza alcuna distinzione. Italiani di esperienza ma non “di sangue”, i figli di immigrati afro-discendenti, accusati di “africanizzare” o “islamizzare” l’Italia, portano loro malgrado lo stigma dello straniero e vengono percepiti come turbatori dell’equilibrio etnico-culturale del loro Paese, che mette in dubbio la loro italianità e gli rifiuta la nazionalità fino al compimento della maggiore età.

Da Nord a Sud questo documentario-testimonianza racconta le storie, le esperienze ed i punti di vista dei “nuovi italiani” afro-discendenti. Una gioventù cosciente e dall’identità ricca, complessa e talvolta titubante, racconta il suo rapporto con l’Italia, con il paese d’origine dei genitori, con la propria nazionalità.

Valorizzando il racconto in prima persona dei giovani italiani afro-discendenti, il documentario gli offre l’opportunità di riappropriarsi della narrazione esprimendosi sull’attaccamento alle radici, sull’accettazione di sé, sulla doppia appartenenza…

Oltre la linea del colore, i volti, gli sguardi, le emozioni, i sentimenti e le realtà individuali e collettive di questa gioventù ci permettono di ripensare l’identità e l’italianità, ridefinendo le frontiere geografiche e politiche tradizionali e tenendo conto della diversità dell’Italia contemporanea.


In Italia, le proiezioni del documentario si svolgeranno nelle seguenti date:

  • 15 febbraio alle ore 18 presso il C.I.Q. a Milano
  • 16 febbraio alle ore 16.00 presso Binario F a Roma
  • 20 febbraio alle ore 18.00 presso Murate Art District, Via dell’Agnolo 3, Firenze
  • 22 Febbraio alle ore 17.30 presso il Centro Interculturale Zonarelli a Bologna. 

*Per rimanere aggiornati, seguite la pagina instagram @crossing_the_color_line


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