Eredità culturali e linguistiche portoghesi nelle Afriche

Se nominassi la parola “Africa” a cosa l’assocereste? Personalmente si intrecciano diverse immagini nella mia mente: i tramonti infuocati fra i paesaggi selvaggi della savana, riesco a sentire l’odore della terra calpestata dai commercianti di spezie, i fracassi dei mercati marocchini e il silenzio che piomba nella notte tra le dune del Sahara.

Africa, culla dell’umanità, ma qual è la tua storia? Quante civiltà hai accarezzato e quante ancora ne vedrai fiorire..

Tramonto all’Etosha National Park in Namibia – ID immagine B5E6FW

Oggi voglio proporvi un tema a cui sono particolarmente legata, voglio approfondire con voi l’incontro di due diverse culture che insieme hanno raggiunto grandi obiettivi. Tenetevi forte, ho intenzione di trasportarvi nel passato…

Ci troviamo nel lontano 1400 e in quei floridi tempi il Portogallo assunse un ruolo pionieristico tra le potenze europee, in costante ricerca dell’inesplorato con una certa inclinazione per zone commercialmente appetibili. L’obiettivo che si prefissarono fu quello di scoprire rotte esclusive per raggiungere l’esotico Oriente tramite la circumnavigazione del continente “nero”, motivo per cui il Principe Enrico inviò diverse spedizioni lungo la costa africana. Vennero così scoperti alcuni dei 54 paesi che compongono il continente africano, quali Capo Verde, São Tomé e Principe, Angola, Mozambico, Guinea Equatoriale e Guinea-Bissau. Il contatto tra la cultura portoghese e quella africana ha portato alla nascita di importanti fenomeni linguistici come i pidgin che successivamente si sono evoluti in creoli.

Padrão dos descobrimentos a Lisbona. Monumento realizzato nel 1960 per celebrare l’era delle scoperte – photo credit Portogallo.ilreporter.com

Pidgin, creolo, ma si mangiano? No ahimè non si mangiano bensì si studiano!

Vi spiego meglio, un pidgin è “semplicemente” un sistema linguistico rudimentale, si forma attraverso il contatto di lingue di popoli diversi! Durante il colonialismo gli schiavi africani vennero allontanati dalle proprie famiglie e dalle proprie tribù e vennero riuniti in piantagioni coloniali favorendo l’incontro con altri schiavi appartenenti a diverse tribù parlanti lingue differenti motivo per cui svilupparono appunto questo sistema grezzo di comunicazione ovvero il pidgin.

Possiamo invece parlare di creolo nel momento in cui il pidgin non viene più semplicemente appreso bensì viene acquisito come lingua nativa dalle nuove generazioni.

Piccola curiosità: la parola “creolo” deriva dal verbo portoghese “criar” (allevare,generare) che a sua volta è collegato al sostantivo “criança” (bambino) per cui sta ad indicare “bambino che viene cresciuto nelle colonie”.
A causa di pregiudizi sociali, questi creoli sono stati screditati per secoli da parte delle potenze europee che li hanno ridotti a semplici dialetti rudimentali di una delle lingue originarie.

La lingua portoghese ha avuto un’importante valenza all’interno della civiltà africana. Nel 1996, venne formata a Lisbona la Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese (CPLP), un’organizzazione mirata allo sviluppo e alla cooperazione tra gli Stati associati. Tra i paesi membri vi sono ben 6 Stati africani quali: Capo Verde, San Tomé e Príncipe, Guinea Bissau, Guinea Equatoriale, Angola e Mozambico. I paesi membri della CPLP non condividono solo la lingua portoghese, ma anche profonde caratteristiche culturali e lo si può riscontrare attraverso l’interscambio tra questi popoli che migrano tra i diversi territori.

CPLP– Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese – photo credit Observatoriodaafrica.wordpress.com

C’è da aggiungere che il portoghese parlato nelle nazioni sopra elencate, riporta molte variazioni rispetto al portoghese europeo. Possiamo riscontrare queste differenze nella sfera linguistica riguardante ad esempio la flora, la fauna, la religione e la culinaria. Vi propongo alcuni esempi:

-Portoghese Europeo-> joaninha (coccinella).
Creolo Capoverdiano-> báka-Nhordés

-Portoghese europeo-> pensamento (pensiero)
Creolo capoverdiano-> xintidu

-Portoghese europeo-> queijo (formaggio)
Creolo Capoverdiano -> keju

Portoghese europeo -> libélula (libellula)
Creolo Capoverdiano -> kabálu

L’Africa è un continente vastissimo che ha tanto da raccontare, l’importante è essere sempre pronti ad ascoltare!


Sono Greta Accardi studentessa di ‘Lingue occidentali’ presso l’università Ca’ Foscari di Venezia. Perdutamente innamorata della lingua portoghese e della storia che vi si cela. Ho curato questo breve articolo perché sono del parere che per poter realmente scardinare pregiudizi ci sia bisogno in primis di conoscere la cultura appartenete ad un Paese o continente che sia, di conoscere le origini, ciò che i popoli hanno subito e capire anche il modo in cui essi comunicano.

Spesso sottovalutiamo l’importanza della comunicazione umana, non riusciamo a capire che sia un DONO che ci permette di aprire i nostri orizzonti; apprendere una nuova lingua è un vero e proprio tuffo in culture e tradizioni differenti, inoltre ci permettere di cambiare prospettiva, di poter comprendere diversi punti di vista perché non si imparano soltanto sistemi linguistici bensì si acquisisce un nuovo bagaglio culturale. Spero di avervi invogliati ad approfondire la conoscenza di questo vasto continente e degli idiomi che vi appartengono. 


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