Due chiacchiere con: NDEYE FATOU FAYE

Torna la rubrica Due chiacchiere con. Lo spazio dedicato alle idee e alle parole delle nuove generazioni. Oggi è il turno di Ndeye Fatou Faye.

Buona lettura!

Ciao carissima, parlaci un po’ di te

Ciao, io sono Ndeye Fatou Faye ma tutti mi chiamano Andy, Attualmente vivo in Umbria dove frequento l’università, studio scienze per l’Investigazione e la sicurezza. Ho origini senegalesi ma sono nata e cresciuta in Veneto in provincia di Vicenza. Ho una famiglia senegalese e una italiana che vivono poco lontano una dall’altra, e da tutta la vita mi divido tra le due sia culturalmente che mentalmente.

Quali sono le tue passioni più grandi?

Sicuramente la mia passione più grande è quella per Michael Jackson e la sua musica. È proprio da lui e dai suoi testi che prendo ispirazione per ogni cosa. Un’altra mia passione è assolutamente il colore giallo, tutto ciò che ha questa tonalità mi piace e mi mette gioia, in futuro vorrei vivere in una casa completamente gialla. Faccio boxe da quasi 3 anni, qui la mia ispirazione invece è Rocky Balboa, e i suoi film che sono tra i miei preferiti. Amo viaggiare, d’estate lavoro per la BYP in Croazia, agenzia italiana che organizza eventi per turisti italiani.

Parlaci del tuo libro “Allergica al pesce, Hakuna Matata”

“Allergica al pesce, Hakuna Matata”, è un diario di ricordi riferito al viaggio che ho fatto in Senegal nel 2014, paragonato alla mia vita in Veneto. Avevo già pubblicato un articolo di giornale su questa esperienza e, a distanza di qualche anno, ho deciso di portare avanti il progetto trasformandolo in un libro.

Il libro racconta della mia esperienza nel mio paese d’origine. Parla della mia crescita personale, alla scoperta del meraviglioso Senegal, e di come questo abbia totalmente cambiato la mia vita. Il libro tratta temi come il viaggio, la migrazione, l’integrazione, la famiglia, l’istruzione, la donna all’interno della società…

Parla di come sono cambiata, dopo aver riscoperto le mie origini, che prima opprimevo perché era qualcosa che sapevo che c’era ma che non conoscevo fino in fondo. Ora vedo le mie culture come un arricchimento e qualcosa da condividere.

È scritto come un diario/pensiero, è infatti una raccolta di ricordi, scritti esattamente come li avevo in mente… ho puntato molto sulle descrizioni e i 5 sensi, soprattutto la vista, guido il lettore ricordo per ricordo. È scritto in maniera molto colloquiale, spesso ho inserito anche termini dialettali; è una lettura scorrevole e veloce, diciamo innocente a volte.

Quando hai deciso di esternare ciò che avevi dentro in un libro?

Al ritorno dal primo viaggio in Senegal, ho pubblicato un articolo sul giornale di Vicenza, parlando del villaggio dove mia mamma è nata, e dove sono stata per 23 giorni durante la vacanza.

Nel dicembre 2017 sono ritornata per la seconda volta in Senegal e, al ritorno, ho sentito l’esigenza di riprendere in mano il primo articolo ed arricchirlo con nuove considerazioni personali. Ho voluto, questa volta, scrivere un libro per farlo durare nel tempo, per cercare di raggiungere più persone.

Spero che venga letto soprattutto nelle scuole italiane, per far capire ai ragazzi che la realtà africana non è assolutamente come si vede in TV ma è molto di più.

Dediche speciali?

Sono dell’idea che moltissimi italiani di seconda generazione come me non comprendano il proprio potenziale. Per questo la dedica al libro va a loro!

Il fatto di avere più culture, ma allo stesso tempo non essere completamente accettati da nessuna di esse può portare a una chiusura verso il mondo come tecnica di difesa.

È quello che è successo anche a me prima di questo viaggio di cui racconto: non sapevo chi fosse o cosa volesse la vera me e non mi sentivo parte di nessuna cultura pur avendone due… Dopo quell’estate ho cambiato completamente idea, perché ora so che avere più culture è solo qualcosa che va a mio vantaggio, e voglio sfruttare al massimo le mie potenzialità! Essere italiana di seconda generazione, per me è assolutamente una fortuna. Mi auguro che chi lo leggerà mi faccia sapere la sua opinione a riguardo e soprattutto, mi racconti anche la sua storia!

Hai altri progetti in cantiere?

Certo che ho altri progetti! Insieme alla mia mamma abbiamo costruito una casa nel villaggio della nonna, a Saloum, e diamo una mano agli altri abitanti e parenti mandando periodicamente soldi, da mangiare e vestiti che raccogliamo in Italia! I nostri prossimi progetti saranno volti alla scuola del villaggio, cerchiamo di impegnarci il più possibile.

Sogni nel cassetto?

I miei sogni sono sicuramente legati alla realizzazione di questi progetti. Come ho spesso sottolineato nel mio libro, le persone che ho incontrato in Senegal mi hanno fatta crescere e maturare, mi hanno cambiato la vita. Il minimo che io possa fare è ricambiare per quello che posso.

Cambiando discorso, cosa pensi della community AltreAfriche?

Parlare di “altre afriche” è importante, soprattutto per sfatare quel mito che l’Africa è un unico stato con un’unica cultura e lingua.

L’Africa è così varia, così bella, così multietnica! 

Persino io prima di conoscerla tendevo a generalizzare ogni cosa, ma dopo averla vissuta tutto è cambiato: il continente madre merita di essere conosciuto e di splendere agli occhi di tutti.

Puoi salutarci con un piccolo consiglio o augurio indirizzato verso i nostri lettori?

A chi segue il progetto dico che spero lo facciano sempre con cuore e passione, perché tutto ciò ne vale assolutamente la pena! AltreAfriche è un’opportunità, un arricchimento, un mezzo per conoscere e imparare… HAKUNA MATATA a tutti voi!!


🔥 Se quello che hai letto ti piace, condividi l’articolo con i tuoi amici oppure commentalo con ciò che ritieni più opportuno.

🔥 Vuoi dire la tua? Stai lavorando a qualche progetto e vorresti parlarne?

Non esitare a contattarci 😉

2 pensieri riguardo “Due chiacchiere con: NDEYE FATOU FAYE

  1. Francesco Todeschini 4 novembre 2019 — 1:20

    Sono un professore del liceo Maffei di Verona e sono sposato con una donna originaria del Senegal con cui abbiamo 2 bambine. Quest’anno ho fatto aderire al collegio docenti un mio progetto di viaggio a Dakar in Aprile per 20 studenti. Vorrei parlarne con voi e magari con Fatou che credo di aver capito abiti a Vicenza.

    Piace a 1 persona

    1. Buonasera prof! Certamente ne può parlare con noi 😊 Ci mandi una email a altreafriche@gmail.com

      "Mi piace"

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