La mia esperienza in Tanzania. Antimalarica sì, antimalarica no.

Io e il mio amico Kilimanjaro 😉

Lo so, uno dei primi pensieri che balena nella mente di viaggiatori poco esperti, alle prese con l’organizzazione di un viaggio in Africa – specialmente nella parte sub-sahariana – è questo:

“Sarà sicuro?”

“Che rischi sanitari potrei correre?”

Non preoccupatevi, ci sono ovviamente passato anche io, quando la scorsa primavera ho deciso che sarei andato in Tanzania per la mia tesi di laurea (Dar Es Salaam, Dodoma, Arusha, Tanga, Pangani).

Ecco perché ho pensato di condividere questa mia piccola esperienza con l’auspicio di schiarire le idee a tutti coloro che vorrebbero fare un viaggio in Tanzania ma sono ancora nella fase di studio e valutazione.

Come avrete capito dal titolo dell’articolo, mi concentrerò sugli aspetti igienico-sanitari e sulle precauzioni comportamentali che ho adottato durante il soggiorno.

Ci tengo a premettere che, aldilà della mia personale esperienza, è sempre cosa buona e giusta quando si decide di fare un viaggio, in particolar modo nei paesi tropicali, – tutti quegli stati compresi tra il tropico del Cancro e quello del Capricorno – verificare le condizioni sanitarie nonché socio-politiche in modo da non farsi trovare impreparati e finire allo sbaraglio. In particolare consiglio di visionare le rispettive “schede paese” sul portale “Viaggiare sicuri” della Farnesina e consultare il proprio medico di base nonché la AUSL più vicina.

Generalmente, quando si parla di Africa e di vaccinazioni, viene subito in mente la malaria e spesso si ritiene indispensabile vaccinarsi.

In realtà, occorre chiarire che non esiste un vaccino per la malaria, ma solo una profilassi.

La profilassi antimalarica aiuta ad eliminare i parassiti nella loro prima fase di sviluppo, riducendo il rischio di ammalarsi ma comunque non esclude la possibilità di contrarre la malattia. Inoltre può comportare degli effetti collaterali.

Quindi, è saggio valutare con il proprio medico di fiducia l’opportunità o meno di effettuare una profilassi in base al vostro stato di salute, all’età, alla previsione di una futura gravidanza e all’effettivo rischio di contrarre l’infezione durante il viaggio.

E’ chiaro che un missionario che opera nelle aree più disagiate del paese è molto più esposto ai rischi di un normale turista che soggiornerà in strutture di standard internazionale. O, allo stesso modo, occorrerà prestare più attenzione alle zanzare se viaggerete durante la stagione delle piogge rispetto a quella secca.

Le regioni che visiterete, la stagione in cui effettuerete il viaggio, nonché gli standard qualitativi delle strutture ricettive che vi ospiteranno sono elementi molto importanti per prendere la decisione più giusta.

Personalmente – dopo qualche preliminare ricerca su internet, colloquio con medico di base, Ausl e referente dell’associazione promotrice del viaggio – decisi di non effettuare alcuna profilassi ma di adottare alcune semplici precauzioni comportamentali. Tenete presente che sono stato in Tanzania tra luglio e agosto (stagione secca).

In particolare:

  • utilizzare repellenti anti-zanzare tropicali in particolar modo durante e dopo il tramonto;
  • nelle ore notturne indossare vestiti lunghi e mettere l’insetto-repellente nelle parti del corpo scoperte;
  • quando si va a dormire, coprire il letto con l’apposita zanzariera;

Grazie a questi piccoli accorgimenti mi sono trovato bene e non ho avuto alcun tipo di problema.

In ogni caso, se foste più sfortunati di me e temete di aver contratto la malaria la prima cosa da fare è recarsi in una clinica o farmacia attrezzata ed eseguire il test antimalarico. Il test richiede pochi minuti e nel caso fosse positivo vi verrà fornito tutto il necessario per la terapia di cura. I sintomi della malaria sono facilmente individuabili e possono inizialmente assomigliare a quelli dell’influenza.
La fase sintomatica è caratterizzata principalmente dalla febbre accompagnata sovente dai brividi, dalla cefalea e da manifestazioni gastrointestinali come vomito, diarrea e dolori addominali

Oltre alla malaria occorre considerare altri tipi di infezioni, quali tifo ed epatite A.

Anche in questo caso, ho deciso di adottare precauzioni comportamentali quali:

  • evitare di mangiare cibi crudi o poco cotti;
  • non ingerire acqua dai rubinetti (mi lavavo i denti con l’acqua imbottigliata);
  • evitare drink e bibite col ghiaccio;
  • non mangiare frutta che non si possa sbucciare e verdura presso venditori ambulanti o piccolo ristoranti di cui non si conosce il livello di igiene (potrebbe essere stata lavata con acqua infetta);
  • praticare una buona e corretta igiene personale.

E’ inoltre importante verificare la validità della copertura antitetanica/difterica. Nel mio caso ero già coperto.

Considerato il fatto che gli standard igienici sono mediamente inferiori a quelli a cui siamo abituati, non è difficile incorrere in disturbi intestinali come la dissenteria. Onde evitare spiacevoli inconvenienti fatevi una piccola scorta di farmaci anti-diarroici, integratori di sali minerali e di fermenti lattici. Nel mio “kit di pronto soccorso” avevo anche messo la Tachipirina e l’Oki, un disinfettante e qualche cerotto.

Non c’è comunque da preoccuparsi perché medicinali di questo tipo sono facilmente acquistabili anche in loco in qualsiasi farmacia. E’ necessario annotarsi il principio attivo poiché il nome commerciale può variare da nazione a nazione.

Infine, è importantissimo stipulare un’assicurazione sanitaria che preveda, oltre la copertura delle spese mediche, anche il trasporto medico aereo al più vicino ospedale competente (generalmente Dar es Salaam o Nairobi). Se si viaggia tramite istituzioni, associazioni o tour operator dovrebbe già essere inclusa nell’offerta di viaggio. Prestate attenzione.

Al ritorno in Italia monitorate la vostra condizione di salute. Se riscontrate qualche problema è saggio consultare celermente un medico.

Detto questo, ogni storia è a sé e quindi se viaggiate in gruppo ascoltate i consigli di chi è più esperto di voi.

Ah dimenticavo, non fatevi ossessionare troppo da questi discorsi e godetevi la vostra esperienza. Sarà unica ed indimenticabile.

Quando si viaggia è importante essere consapevoli degli eventuali rischi ma non di certo farsi assalire dall’ansia.

Quindi..

HAKUNA MATATA!

Porto di Bagamoyo

L’autore di questo articolo è Andrea Marozzi – fondatore della community AltreAfriche. Il contatto Instagram è @andre.maroz

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